Proibizionismo & Speakeasy

Con il termine proibizionismo s’intende per antonomasia il periodo fra il 1919 e il 1933 in cui negli Stati Uniti d’America, tramite il XVIII emendamento e il Volstead Act, venne sancito il bando sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool; il proibizionismo in questo senso è conosciuto anche come The Noble Experiment.

Gli speakeasy erano numerosi e popolari durante gli anni del proibizionismo. Si nascondevano nel retrobottega di una drogheria, nello sgabuzzino di un barbiere, dietro porticine anonime; sotto terra, ma anche ai piani alti di hotel e ristoranti di lusso, nascosti da passaggi segreti o con entrate e uscite separate. Gli speakeasy contribuirono al cosiddetto Rinascimento di Harlem perché consentirono alla gente di colore di bere e divertirsi al riparo dalla discriminazione razziale.

Oggi non ci si riferisce più a bar clandestini quanto a locali con un’atmosfera capace di riportare, con la fantasia, a quei ruggenti – e controversi – anni venti immortalati tra le pagine de Il grande Gatsby di Scott Fitzgerald. Gli speakeasy ora, oltre a immergere il cliente nella giusta atmosfera, propongono un’offerta di drink e liquori tipici di quell’epoca. Senza contare il fatto che alcuni gestori, addirittura, hanno mantenuto la «tradizione», evitando pubblicità diverse del passaparola per il proprio locale e richiedendo una parola d’ordine all’ingresso.